|
|

Visualizza articolo ... |
 |
Sezione: Aspetti giuridici e sindacali |
|
Alla ricerca della professionalità perduta - A proposito del nuovo CONTRATTO
|
Un commento di Giancarlo Cerini alla parte IV del Contratto Nazionale di Lavoro 2006-2009
|
Articolo scritto da:
Giancarlo Cerini
inserito il: 06/12/2008
|
Alla ricerca della professionalita’ (perduta?) (di Giancarlo Cerini)
Diagnosi che “fanno male”
In tutti i documenti di studio che negli ultimi quindici anni hanno cercato di delineare nuove prospettive di riforma della scuola, la qualità del lavoro degli insegnanti e di tutte le professionalità che operano nella scuola viene presentata come la condizione sine qua non per il successo dei processi di innovazione ritenuti necessari per il nostro sistema educativo. Nel recente “quaderno bianco” sulla scuola (settembre 2007) , controfirmato dai Ministri dell’Economia e dell’Istruzione, tra le misure proposte campeggia una più incisiva politica di reclutamento, formazione e assegnazione di sede del personale docente, attraverso incentivi allo sviluppo professionale ed un più stringente legame tra trattamento retributivo (almeno nella parte accessoria) e partecipazione a processi di innovazione e di miglioramento dell’insegnamento. Anche nell’”intesa sulla conoscenza” (siglata il 27 giugno 2007) le organizzazioni sindacali ed il Governo (rappresentato dal Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, nonché dell’Economia e Finanze e della Pubblica istruzione) scommettono nuovamente sui processi di espansione dell’istruzione (obbligo di istruzione, rinnovamento delle metodologie, educazione permanente, formazione e valorizzazione delle diverse figure professionali impegnate nel campo dell’educazione), come antidoto contro il possibile declino del nostro paese, che rischia di rimanere ai margini del progresso scientifico e tecnologico. I persistenti risultati deludenti rilevati nelle indagini internazionali sugli apprendimenti, da ultima la citatissima ricerca Ocse-Pisa , sono anche un indicatore del mancato decollo di un sistema convincente di professionalizzazione e di formazione del personale della scuola, quasi la controprova della insoluta “questione insegnante” in Italia: i docenti sembrano sospesi tra l’aspirazione ad uno status di piena professionalità ed il persistente “disagio” delle condizioni di lavoro vissute nel quotidiano, con la percezione di una “faticosità” crescente delle relazioni educative (con gli allievi, ma anche con i genitori).
Professionalità … in eterna attesa?
Le diagnosi contenute in questi documenti sembrano autorevoli, ma mancano ancora soluzioni pienamente condivise. Questo dilemma investe anche il nuovo Contratto Nazionale di Lavoro (2006-2009), con riguardo alla Parte IV, che si riferisce alla specifica area della docenza (una dicitura “strappata” nella precedente tornata contrattuale). Le scelte contrattuali si muovono all’insegna della continuità, piuttosto imboccare svolte radicalmente innovative. Il quadro concettuale del profilo della docenza viene largamente riconfermato, con millimetriche variazioni sul piano degli impegni di servizio (in relazione alla gestione dell’orario di insegnamento e delle attività c.d. funzionali all’insegnamento), ma con due integrazioni significative: - tra le attività connesse all’insegnamento rientrano pienamente quelle relative alla valutazione e alla documentazione; - viene arricchito il profilo inserendo l’attività di ricerca (didattica) come parte integrante della funzione docente, con la prefigurazione di possibili riconoscimenti economici. Dunque, l’impianto professionale del Contratto rimane statico, ben delineato nell’ampio articolato, che si presenta organico e condivisibile, ma di scarsa realizzabilità. Tutti gli aspetti innovativi vengono rimandati ad auspicati ma futuri processi decisionali. I meccanismi premianti (ai fini di uno sviluppo di carriera), una più incisiva contrattazione decentrata (con un legame esplicito con le dinamiche innovative nelle scuole di appartenenza), lo sviluppo di sistemi valutativi delle prestazioni (con possibile differenziazione dei trattamenti economici) appaiono idee ancora fragili e soggette ad un rapporto molto “contrastato” tra gli insegnanti, le loro organizzazioni sindacali e le forze politiche . Un discorso innovativo sulla professionalità richiederà un lungo processo di decantazione, in grado di far evolvere le perplessità attuali verso la condivisione di soluzioni praticabili. (segue allegato) |
2008-contratto-commento-parteiv-ceri.doc
|
Stampa ...  |
|
|
|

|